G.I. Joe – La Vendetta

Eroi americani: i fumetti di G.I. Joe (1942-1988)

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Cominciamo oggi un viaggio nei fumetti e nelle serie animate di G.I. Joe, che nelle nostre intenzioni dovrebbe andare di pari passo con quello dei giocattoli, la cui prima parte trovate qui. L’avete letta? Bene, perché la nostra storia inizia dopo l’introduzione delle action figures Hasbro. O meglio, inizia UFFICIALMENTE dopo.

Perché in realtà il nomignolo G.I. Joe nasce nel 1942, come titolo di una rivista che, fino al 1945, ristampa la avventure del Soldato Breger (Private Breger), create dall’omonimo sergente Dave Breger durante la seconda guerra mondiale. Badate: trattavasi di una strip comica, che Breger avrebbe poi continuato a realizzare fino agli anni sessanta, con il titolo Mister Breger. Ma ciò che interessa a noi è proprio quel titolo: G.I. Joe.

Quando la Hasbro inizia a licenziare action figures con quel nome, nascono anche i primi fumetti ufficiali di Joe. Erano piccoli albi inclusi nelle confezioni dei giocattoli – e intitolati America’s Moveable Fighting Man. Qualcuno dei nostri lettori ricorderà di sicuro un prodotto analogo incluso nelle scatole dei Masters. Ancora una volta, Hasbro inventa un trend che avrebbe segnato le decadi future.

Esclusi i due numeri della rivista Showcase, pubblicati dalla DC Comics nel 1964-65 e intitolati G.I. Joe, la prima grande casa editrice a pubblicare veri e propri comic book non solo con questo titolo, ma addirittura ufficialmente legati alla linea di giocattoli, è la Marvel Comics. G.I. Joe: A Real American Hero (1982) è la prima serie regolare dedicata ai personaggi Hasbro, ed è a tutt’oggi la più lunga serie “tie-in” nella storia del fumetto americano, essendo durata la bellezza di 155 numeri. Un successo dovuto principalmente alle sceneggiature del veterano Larry Hama, che scrisse sempre con una certa serietà, arrivando a dare spessore ai personaggi e accennando anche un grado di violenza mai visto nella successiva – e strettamente collegata – serie TV. Fumetto e cartone animato facevano entrambi parte di un piano di rilancio dei Joe su larga scala, ma Hama si prese diverse libertà, facendo morire personaggi – come Doc, Breaker e Quick-Kick – accennando una storia d’amore tra Scarlett e Snake-Eyes (nel cartone la ragazza stava più o meno con Duke) e dando maggiore risalto a personaggi poco visti nel cartoon, come Stalker. Nel numero 21 venne persino introdotto un nuovo character, ovvero il ninja Storm Shadow. Ad affiancare Hama ai disegni, c’erano artisti di prim’ordine come Herb Trimpe e Ron Wagner.

Oltre a quattro Yearbooks (1985-1988), che pubblicavano ristampe e storie inedite, Marvel, dato il successo della prima serie, decise di proseguire con un nuovo albo intitolato G.I. Joe: Special Missions, dotato di una maggior carica di violenza e ambiguità morale, e di una maggiore varietà nelle minacce affrontate, che andavano dal Cobra a terroristi di vario genere. La nuova serie durò solo 28 numeri, disegnati quasi esclusivamente da Herb Trimpe, salvo qualche episodio che portava la firma del mitico disegnatore di X-Men Dave Cochrum.

Nel prossimo appuntamento, esamineremo i crossover degli anni ottanta, fino agli inizi del decennio successivo. Non mancate!

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